martedì 5 gennaio 2016

LA SCHOLA DEI CALEGHERI E ZAVATERI

A novembre 2015 ho terminato il corso come Industrializzatore di prodotto e di processo settore calzaturiero e in omaggio a questa attività che all'origine dei tempi era prettamente artigianale dedico questo post.

Io abito in Veneto che nei secoli passati faceva parte della Repubblica Serenissima di Venezia la quale regolamentava oltre le attività artigianali anche gli usi e costumi dei territori veneziani. Qui mi soffermo sulla storia delle Confraternite dei Calegheri. La Confraternita dei Calegheri si è costituita prima di quella dei Calegheri tedeschi. Anche gli stranieri che abitavano nei territori della Repubblica di Venezia e che operavano in qualità di artigiani sottostavano a dei regolamenti, le Mariagole cioè degli statuti che regolavano le attività artigianali e fungevano da regolamento sindacale di categoria. I controlli delle confraternite sul rispetto delle regole erano severi e le innovazioni erano di difficile applicazione.

 

 

 
Particolari della Scoletta dei Calegheri

La Schola dei Calegheri e Zavateri in Campo San Tomà a San Polo dal 1446. Oggi l’edificio è sede della biblioteca civica.

La lunetta ogivale del portale, posto in posizione centrale, contiene un bassorilievo della cui policromia restano ancora tracce sullo sfondo e sulle vesti. Esso rappresenta San Marco che guarisce Sant’Aniano (1478), opera dell’importante scultore quattrocentesco Pietro Lombardo.

Narra la leggenda che l’Evangelista Marco, dopo il suo viaggio nella Cirenaica, giunse ad Alessandria in Egitto; qui fu costretto a cercare un calzolaio perchè uno dei suoi sandali si era rotto. Si recò quindi nella bottega di Aniano il quale, mentre era intento nelle riparazioni, si punse la mano con l’ago da lavoro. Il calzolaio proruppe allora nel grido Heis ho Theos (Dio è uno) in preda al dolore. Marco colse l’occasione per predicargli il Vangelo, guarendogli nel frattempo miracolosamente la ferita. Per questo Sant’Aniano è considerato patrono dei calzolai. Sull’architrave della porta della Schola dei Calegheri e Zavateri ci sono dei rilievi che rappresentano calzature dell’epoca.

La Confraternita aveva carattere sociale, sindacale e religioso, al centro della facciata una scultura che raffigura la Madonna della Misericordia adorata dai confratelli, risalente al XIV secolo. All'interno della Schola sono ancora presenti nella sala principale tracce degli affreschi del XV secolo: Annunciazione e Santi.


 
                                                          

Come dicevo, Venezia aveva dettato le misure e le forme delle suole cui tutti i cerdones di Venezia e Padova dovevano attenersi. La scritta dello Stemma "S. FRATELITA CASOLARI REGNATI" ha il seguente significato: "S" sta per Sacra, "Fratelita" significa Fraglia e "Casolari" l'unione delle parole: calegarii e solatores cioè Calzolai e suolatori; "Regnati" indica la regolamentazione mediante statuto. La scritta contorna i simboli del trincetto a sinistra con le calamerie (unità di misura per segnare e tagliare le suole) e la suola a destra.
La Confraternita trovò la sua prima sede all'interno dell'attuale Accademia delle belle arti per poi stabilirsi definitivamente in Campo San Tomà nell'edificio chiamato allora Schola di Sant'Aniano - Arte dei Calegheri e Zavateri.




                              insegna Calegheri presso Museo Corner - Venezia e arnesi del mestiere
    

L'Arte dei calegheri e zavateri riuniva gli artigiani calzolai di nazionalità italiana e non tedesca, questi infatti avevano una loro schola, e lavoravano in ambiti ben separati: i calegheri adoperavano cuoio nuovo per scarpe e stivali, mentre gli zavateri usavano cuoio vecchio per ciabatte e zoccoli.
Anche se i primi non potevano utilizzare cuoio usato per confezionare scarpe e stivali e i secondi non potevano utilizzare cuoio nuovo per confezionare ciabatte, ciò per evitare di creare una situazione di concorrenza. la rivalità fra i due settori fu sempre molto accesa.

Nel 1773 il censimento contava: 338 capimaestri, 181 garzoni, 653 lavoranti; 340 botteghe, 22 "posti chiusi", 165 "inviamenti".

Confraternita dei Calegheri
Istituzione
29 dicembre 1446 (mariegola) 1271 (Capitolare) altri: 15 luglio 1383
Colonnelli
socholari (zoccoli); patitari (pattini o suole di legno adattate al piede con striscie di cuoio); calegheri (calzari, scarpe e stivali nuovi); zavateri di arte vechia (che riparavano le scarpe usate); solari (tagliavano le suole sulle pezze di cuoi per venderle al pubblico che le usava sotto le calze, in sostituzione delle scarpe)
Sede
in campo San Tomà
Mariegola
smarrita. Altra documentazione presso l'Archivio di Stato, Venezia
Insegna
olio su tela del 1729, conservata presso il Museo Correr, Venezia
Condizione
Scuola "aperta"
Arte
di consumo
Patrono
Sant'Aniano
Chiesa
San Tomà (in precedenza: Carità)
Altare
di Sant'Aniano, secondo a destra
Magistrature
di controllo
Giustizieri Vechi (disciplina ed economia)
Provedadori sora la Giustizia Vechia (disciplina ed economia)
Magistrato alle Beccarie (consumo di pelli)
Colegio a la Milizia da Mar (gravezza pubblica)


A fianco della corporazione locale, il 15 luglio 1383, si formò una ‘Confraternita dei calegheri tedeschi’ che fissò la sua sede in Calle delle botteghe a San Samuele. 


 
Scuola dei Calegheri tedeschi


 
Ospeal dei Calegheri tedeschi, Calle delle Botteghe


Le Schole e le Confraternite vengono abolite nel 1805 per effetto degli editti napoleonici.




   

Pianelle e Cioppine veneziane

Dal 1446 i Calegheri ebbero il privilegio di donare ogni anno in occasione della Festa della Sensa un paio di zoccoli alla Dogaressa, consorte del Doge di Venezia.



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